giovedì 4 giugno 2015

Nodi svizzeri duemilaquindici

Conferenza di tre giorni di teoria dei nodi a Ginevra, qualche commento e poi foto random.

- Esistono aerei con due posti per fila.

- Per quanto uno possa aspettarselo, i prezzi svizzeri stupiranno in ogni singolo esercizio commerciale.

- Ginevra non è bellissima ma almeno sembra simpatica.

- Esiste l'estate.

- Passare da cretino che non capisce il tedesco a interprete semiufficiale per il francese è piacevole.

- La comunità di teorici dei nodi è abbastanza simpatica e rilassata.

- La mia abilità di concentrazione è inadatta per dei talk in successione, e il mio interesse decisamente inferiore alla media.

- Come reporter fotografico sono sempre più in declino, altrimenti avreste almeno una panoramica dell'aula con la lavagna piena di disegni simpatici, e una foto di Marta Catalano University di Roma Swiss Knots Geneva 2015.

- La cosa più positiva è che ho conosciuto un ragazzo che sta studiando cose molto affini alle mie. La cosa più negativa è che sarà ospite del mio relatore la settimana prossima esattamente nei giorni in cui io sarò spedito a una summer school molto più inutile per la mia ricerca.

Ah, qui in Germania oggi è vacanza per l'ennesima festività religiosa di cui non sapevo l'esistenza.





















martedì 26 maggio 2015

Del più e del Meno

Se dico che ho passato una notte al settimo piano di un hotel a quattro stelle di Francoforte posso passare per un giovane uomo d'affari, ma la verità è che ho messo a segno un ennesimo treno non partito per problemi tecnici (Trenitalia ormai guarda con invidia) e la Deutsche Bahn mi ha pagato il pernottamento a metà del mio viaggio di ritorno da Lille. Ho provato a fare un giro serale in centro e ho trovato una città completamente morta. Ma questo è il Meno, la cosa estraniante è che nonostante tutto ho sentito più persone parlare italiano in quella mezzora che nei quattro mesi precedenti.





















Sono invece passate tre settimane e mezzo dall'ultimo post, e quindi non so nemmeno bene cosa raccontare. All'epoca mi era sembrato divertente che all'università tagliassero l'erba con questo strumento del demonio.





















A Ratisbona, sull'isola danubina, si è svolto dall'8 al 25 maggio il Maidult, una delle due feste annuali della città. Più che un Oktoberfest in piccolo (ma non ci sono mai stato, quindi vado a sensazione) mi è sembrata una festa di paese italiana in grandissimo, con i pretzel giganti e i litri di Helles al posto della porchetta e del vinello. La differenza è però enorme nell'approccio delle persone, che ci credono tantissimo, e nel fatto che il calcinculo non ha la coda di volpe da acchiappare. Un sacco di gente indossa con orgoglio i vestiti tradizionali, insospettabilmente i giovani più di tutti. C'erano branchi e branchi di adolescenti col taglio di capelli alla moda, i pantaloni corti di cuoio e la camicia a quadretti (o il vestito strizzatette per le ragazze, ma fa un po' meno ridere).  Insomma è una cosa cool e tutt'altro che in decadenza. Io sono passato un paio di volte a curiosarci e poi sabato scorso per davvero, ma ho un po' di difficoltà a fotografare le persone per cui vi beccate un'inutile e sfocata ruota panoramica.





















Da queste parti siamo in pienissima stagione (o forse sta finendo, che ne so) dell'asparago bianco, che viene venduto e pubblicizzato in ogni dove. Mi sembra sia leggermente più delicato di quello tipico italiano ma forse mi sbaglio, devo assaggiare con più cura. Di sicuro ha gli stessi effetti collaterali sulle funzioni urinarie (foto da Google per dare l'idea, qui di sicuro non li importano dall'Eifel che non avevo nemmeno mai sentito nominare).

A proposito, questo fumetto l'ho trovato in un cesso del dipartimento di chimica

Ah, ho anche avuto ospiti per 24 ore, ma il selfie devo rubarlo a loro. Stavamo facendo finta che ci fosse il sole, o almeno così ho capito io.
Per il resto proseguo con la routine di corsi e seminari, ma poco tempo/voglia/abilità per sbrogliare la matassa di nodi che mi è stata assegnata. Sto anche per la prima volta nella mia vita iniziando a pormi un po' di domande sul mio futuro, ma preferisco concludere con un video di coniglietti, che sono nati da poco e imperversano per il campus. 

                      



                           



domenica 3 maggio 2015

Topo topo topo topo scivola

Lo scorso dicembre è morto a 59 anni Tim Cochran, che è stato un teorico dei nodi americano abbastanza conosciuto. A quanto pare, ha dato il nome di slam-dunk a una roba di matematica e già questo rende degno di nota il suo contributo al mondo. Uno dei suoi studenti è stato adottato dal mio relatore, e lo scorso weekend è venuto dal Texas per passare una settimana a Ratisbona. Noialtri se n'è approfittato per uscire un po' più spesso, e ieri una spedizione composta dal mio relatore, l'americano, me e un'altra studentessa si è recata recata nella ridente Norimberga per una visita turistica.





















Nel Castello Imperiale, dalla cui torre è scattata la foto di cui sopra, ho potuto appurare che la moda germanica del sandalo col calzino ha radici storiche ben consolidate.





















Oltre al castello, abbiamo visitato la casa di Albrecht Dürer, massimo esponente del Rinascimento tedesco. Imitando un collega francese, ho potuto lasciare anch'io impresso il mio tratto.





















Una storia interessante che ho sentito è la seguente. Uno dei professori più attivi del dipartimento si chiami Ulrich Bunke detto Uli, ed è un tipo abbastanza strano. E' di aspetto trasandato, pur provenendo quasi dall'analisi si è tuffato in una matematica astrattissima e spiega tutto ciò che riesce con il linguaggio delle categorie (anche nei corsi più introduttivi), ma soprattutto va a tutti i seminari riempiendo lo speaker di domande, talvolta anche in modo impertinente. Questo semestre ci seguo un corso e mezzo e qualche volta viene anche a giocare a pallone col gruppo dei matematici, in realtà è una persona molto amichevole. Ecco, lei è sua zia, e la leggenda vuole che sia stata l'ultima donna Che Guevara (in ogni caso, erano in guerriglia insieme e sono stati assassinati in Bolivia a un mese di distanza).

Barzelletta germanica (ok sto rubando a piene mani dal mio relatore, il prossimo post lo faccio scrivere direttamente a lui). Un professore arriva in ritardo a un talk tenuto in lingua tedesca, e chiede sussurrando al suo vicino: "Di cosa sta parlando?". Questi ci pensa un attimo e risponde: "Non lo so, non ha ancora detto il verbo!"

Nel libro che ho preso in biblioteca qualche mese fa per imparare le basi della mia nuova materia c'è una sezione chiamata "Three theorems of Papakyriakopoulos" (il libro è Knots and Links di Dalen Rolfsen, e per la cronaca l'ho restituito con uno strappo sulla copertina e uno scolorimento da pioggia). Il matematico citato è un topologo greco che, uscito un po' dal nulla, negli anni '50 ha risolto tre importanti problemi aperti sugli spazi tridimensionali. Su Wikipedia ho trovato questo limerick scritto in suo onore da John Milnor, che trovo straordinario,

The perfidious lemma of Dehn
Was every topologist's bane
'Til Christos D. Pap-
akyriakop-
oulos proved it without any strain.

Per il resto, assistere agli scivoloni del Bayern in una birreria locale è stata una bella soddisfazione.





lunedì 27 aprile 2015

Chiedo scudo

Provo a fare veloce che è lunedì e devo andare a guadagnarmi il pane. Scherzo ahahah. Mica mi pagano con il pane. Ma soprattutto non mi pagano da una vita.

Lunedì scorso alle 8.00 iniziavano le iscrizioni per i corsi di kayak. Ci sono due corsi introduttivi, uno a maggio e uno a giugno, entrambi da massimo 10 persone. Punto la sveglia, dormo malissimo per colpa della sveglia, e insomma alle 8.00 sono prontissimo a cliccare per iscrivermi. Purtroppo c'è da immettere qualche informazione e io il mio numero di telefono devo anche cercarlo che ancora non l'ho imparato. E poi Bruderwöhrdstraße va riletta almeno quattro volteInsomma finisco alle 8.03, ed entrambi i corsi sono già al completo. Lezione imparata: mai competere coi tedeschi. Ma per fortuna questo Regensburg Kanu Club (che non è il fan club del calciatore nigeriano, o quantomeno non solo) è molto economico e proverò a pagaiare anche da non convenzionato,

Tra gli sport più strani offerti dall'università c'è il RUGBY SUBBAQQUO, di cui parla spesso un postdoc della mia cricca, provando a trovare altri adepti, In pratica questi stanno con maschera e pinne in una piscina profonda qualche metro, la palla è piena d'acqua e affonda leggermente (vietato portarla sopra la superficie) e si ammazzano di botte in apnea. Si segna facendo canestro, che ovviamente è in profondità, e ci sono due portieri che si alternano tra il proteggerlo e il prendere fiato. Le foto su Google immagini sono tutte molto belle e michelangiolesche (???).














Sennò c'è anche già gente che gioca a beach volley a torso nudo.

Io ormai frequento regolarmente il calcetto universitario, però qualche volta la domenica gioco ancora sui prati accanto al fiume col mio coinquilino. Ci sono sempre più siriani da sfidare, e ogni volta a farci compagnia vengono anche i guerrieri medievali.





















Uno dei prodotti tipici della zona è il Leberkäse, che a dispetto del nome (=formaggio di fegato) è una grassa ma quasi innocua via di mezzo tra una mortadella e un polpettone, Si mette dentro al pane per formare una Leberkässemmel, che è quella che mi magno nel video in bicicletta. Oppure si mette dentro a un seminario per ottenere il settimanale Leberkässeminar, organizzato per il giovedì all'ora di pranzo dal mio relatore e dalla tipa alla lavagna come punto di incontro tra i due gruppi di ricerca.




Sabato sera in una delle piazze principali c'era un bordello pazzesco con mille stand, gente coi vestiti tradizionali e soprattutto un palco su cui un gruppo che faceva jodel su un arrangiamento rock. Non mi sono potuto soffermare, ma a mezzanotte e mezza, quando ci sono ripassato, non c'era più anima viva e avevano addirittura già smantellato tutto, con un'efficienza che incute quasi timore.

Una mia coinquilina del primo appartamento, in un suo raro attacco di colloquialità, mi aveva raccontato di una gara di macchine in cui si sfidano le università tedesche, che ovviamente prima devono costruirla la macchina. Lei aveva partecipato qualche volta e diceva che Regensburg è tra le migliori, giusto il TUM di Monaco è imbattibile perché è finanziato dalla BMW. L'altro giorno tornando a casa ho visto che presentavano (credo) la nuova macchina, ma scopro ora che non è UniRegensburg a partecipare ma l'OTH ossia il politecnico, non so più nemmeno se devo tifarli! Qui c'è il sito per i più curiosi.


Concludo senza troppe pretese con questo affresco che sta su un palazzo del centro. E' una giganto-grafia di Davide contro Golia e mi è sempre sembrata una cacata kitsch, ma se non altro ho scoperto che è una cacata kitsch abbastanza antica e quindi fa più ridere (1573, poi vabbè sarà stata restaurata con veemenza).















domenica 19 aprile 2015

Porco cane

Secondo i miei piani, la settimana si sarebbe dovuta aprire con la lezione di prova del corso di kayak lunedì pomeriggio sul Danubio, ma a leggere meglio il corso inizia a maggio e le iscrizioni aprono domani alle 8 solo per lottare in velocità per i dieci posti disponibili. Io pensavo che almeno l'andatura di base fosse una cosa facile, e mi veniva da ridere a pensare che di inverno fanno anche un corso per principianti in piscina, ma l'altro giorno passando su ponte ho visto gente che nelle zone di corrente si ribaltava in continuazione. Rubo una foto cittadina alla scuola di kayak convenzionata con l'università, perché non ne ho scattata nessuna.



















In ogni caso, sia il kayak che il calcetto sono in concomitanza con i corsi di tedesco, che almeno posso evitare con pochi sensi di colpa. Per il resto seguirò due corsi (Homotopy theory, Analytical and topological torsion), un seminario degli studenti in cui sono uno degli studenti che deve fare i seminari (Stable commutator length and quasi-morphisms), e riprenderò lo studio di un libro con i due piccoli studenti del mio relatore (Characteristic classes). In tutto questo, non so come troverò il tempo di fare anche i nodi, ma penso che qualcosa dovrò inventarmi.

L'inizio del semestre ha riportato vita all'università, e il clima mite rende i prati del campus un luogo perfetto per il bivacco degli studenti. Anche in città si respira un'aria simile, con gente a fare barbecue lungo il fiume e a bere birra la sera sedendo all'aperto in una versione detossicizzata di San Lorenzo. Che fotograferò in futuro se il caporedattore del blog non mi licenzia prima; per il momento, solo i barbecue, in una giornata nuvolosa ma calda.





















Dello stesso spirito primaverile inizia a essere il mio relatore, di cui riporto una serie di email sperando che non mi denunci.

Dear all,

tomorrow will be the hottest day so far, and also the hottest day for
a while, so it might be a nice opportunity to open the beer garden
season.
If anyone is interested we could meet at 6.30 pm at the Kreuzgarten
(on the other side of the Steinerne Bruecke).

Best,

Stefan


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on reflection, 6.45pm is better since the Kepler lecture ends only at 6pm.

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with even more reflection, it's called Spitalgarten and not Kreuzgarten.

Quindi ho perso di nuovo a Schafkopf. Per gli amanti dei cinghiali, non sarà bello sapere che il seguente asso (e per estensione tutto il seme) è detto colloquialmente Hundsgfickte, ossia "scopato da un cane". Essendo un gioco tradizionale dalla notte dei tempi, il vocabolario da conoscere è discretamente elaborato.
























(I miei compagni di gioco esprimono curiosità nei confronti delle carte italiane. Nel caso mi procurassi un mazzo e se ne presentasse l'occasione, che gioco consigliate di provare a esportare? Tressette, scopone, briscola? Tressette mi sento troppo poco esperto, briscola in quattro non ci ho mai giocato, quella in cinque a chiamata vedi per il tressette e a pensarci bene è in assoluto il gioco più simile Schafkopf. Forse mi butterei sullo scopone che non è troppo difficile e almeno ha una filosofia completamente diversa, ma è noioso?)

Mesi fa ho incontrato un (credo?) dottorando che per look e abbigliamento sembrava il tipico membro di un gruppo indie canadese, e parlava con un forte accento americano. A seguito di non ricordo quale suo riferimento gli chiedo "Are you from the US?", e lui mi risponde "I'm actually from Seattle, in Cascadia". Al che rimango un po' perplesso, in quanto Seattle l'avrei posizionata con discreta sicurezza nello stato di Washington, US. Lui mi spiega con convinzione che è così solo ufficialmente, ma che in realtà esiste questo ipotetico stato indipendente, chiamato Cascadia, al confine sul Pacifico tra Stati Uniti e Canada. Appartengono alla Cascadia ad esempio le città di Portland, Seattle e Vancouver. Il giorno dopo sono andato a cercare un po' di informazioni su internet, dove ho scoperto tra le altre cose la bandiera del movimento indipendentista. E l'altro giorno l'ho notata appiccicata alla porta del dipartimento.


Sono ricominciati anche gli incontri di venerdì sera nell'ala dell'università conquistata ai biologi. Essendoci un'aula usata per i seminari, c'è tutto l'occorrente per proiettare film. L'idea è stata un successo, e con un complicato sistema di voto è stato scelta una commedia surreale olandese che non era affatto male.

Poi ci siamo spostati in città, e a fine serata ho potuto sperimentare questo pizzaiuolo automatico, decisamente più abile del previsto.





















Tornato a casa, nonostante il sonno e la tarda ora, una megafesta nell'edificio di fronte non mi ispirava il coricarmi. Sentendo anche gente parlare in inglese in balcone, sono andato a curiosare (se non puoi batterli unisciti a loro?). Me ne sono andato dopo poco, ma se non altro ho calpestato uno dei pavimenti più appiccicosi che mi siano mai capitati, e questa era la situazione in una delle stanze alle 4 di notte.





















Per concludere, una nota romantica dedicata agli ex colleghi del Castelnuovo. Chi si aspettava che i libri di Marchiafava sarebbero arrivati così lontano? Vi sfido a fare di meglio.




domenica 12 aprile 2015

Roma ladrona


Un paio d'ore di sonno, una Coca-Cola e l'inizio di un lungo viaggio di ritorno in treno. All'andata ho seriamente rischiato di perdere l'aereo per una sorta di ciclone che ha bloccato le ferrovie in Baviera, necessarie per arrivare all'aeroporto di Monaco. Sarebbe stata la seconda volta che perdevo un aereo dalla Germania per lo stesso motivo, visto che una cosa simile mi era successa dalle parti della Ruhr la scorsa estate. Stavolta ho sculato di più però, trovando un ragazzo nella stessa situazione al binario che si è fatto accompagnare dalla mammà e dal fratello e mi ha offerto un passaggio. Facendomi sudare freddo, visto che ha voluto aspettare il più possibile nella speranza di un treno (non pervenuto) che per il mio volo non sarebbe stato sufficiente. Per fortuna non tutti alla stazione erano in ansia per la situazione.
























Poi Roma.

Ritorno su con un po' di magone in più, che però sto già diluendo nei chilometri della pianura padana.
Tra l'altro non porto con me nessun prodotto alimentare, il che se reiterato conduce alla revoca della cittadinanza. Però, su segnalazione di un lettore di questo blog, mi sono procurato un libro che parla del mio nuovo fiume dei paesi che attraversa. Secondo i miei dovremmo averne una copia che era di mio nonno, friulano come l'autore, ma abbiamo traslocato pochi giorni fa ed è in uno dei mille scatoloni ancora da aprire. Quindi me ne hanno comprata una copia meno vissuta, peccato (sarebbe almeno bella una foto con il fiume, ma non ce l'ho a portata di mano, il fiume dico).











Approfitto dell'assenza di novità per recuperare due cose che mi ero scordato nei messaggi scorsi.

1) A San Patrizio nel pub irlandese c'era Salvini, che in mezzo a tutto quel verde stava molto bene. Non sono riuscito a fotografarlo perché era grosso e cattivo, ma per fortuna ci hanno pensato quelli del pub.






































2) Per far sembrare Ratisbona un po' meno una città di sola birra e tradizione, era giusto segnalare un grosso festival di cortometraggi che organizzano ogni anno in vari cinema e spazi della città. Io, aggregandomi a delle persone, sono finito a vedere quella che credo fosse l'unica serie di corti completamente in tedesco. Erano documentari girati in Germania Est nei vari decenni. Belle immagini e conversazioni che a quanto pare manco quelli con cui sono andato, che vivono in Germania da quattro anni, riuscivano a seguire per via dell'accento/dialetto. A me era piaciuto "molto" questo.

Domani all'università inizia il semestre estivo e finisce la pacchia.

domenica 29 marzo 2015

Libera Chiesa in Libero Stato

L'ultimo post è di due settimane fa, che è un tempo decisamente più lungo della mia memoria e quindi ho ricordi vaghissimi. Tipo che c'era questa spring school in cui non capivo niente e dopo un po' ho smesso di andarci. Però il pomeriggio calcistico non me lo sono perso: tempo bellissimo e tre ore di partita novecontrodieci in un campo poco più grande di quello da calcetto, con la maggior parte dei giocatori che non avevano mai visto un pallone da calcio. Ho rivissuto ricordi di infanzia, anche per quello sfinimento totale che non provavo da anni, in cui poi ti mangi un gelato per merenda e ne mangeresti altri dieci non per golosità ma per vera fame. Ecco i giocatori durante l'unico intervallo, sullo sfondo si possono notare due tipi con un foglio in mano che discutono degli esercizi lasciati da un professore.


Io essendo tra i più capaci sono anche stato sponsorizzato dall'Adidas, azienda fondata non lontano da qui.





Lo scorso weekend ho fatto da scarsissimo Cicerone alla mia ospite in giro per la città. Domenica volevamo andare a un monastero un po' fuori lungo il Danubio, che si vanta di essere il più antico nel mondo a produrre birra (1050), ma era brutto tempo e lei aveva un ginocchio scricchiolante per cui niente, e sarà per la prossima volta. Il che mi porta a parlare del fatto che oggi c'era una festa della birra scura per la Domenica delle Palme in un altro monastero a cui volevo andare in bici ma mi sono alzato tardi e mi hanno pisciato tutti per cui niente, e sarà per l'anno prossimo. Il primo dei due monasteri, Weltenburger Kloster, ha anche una birreria in centro. Ieri ho avuto l'occasione di andarci e c'erano loro a rallegrare la serata.


Di birrifici in città e nei dintorni ne esistono davvero tantissimi, e nelle birrerie vengono sempre servite birre locali. A parte qualche rarissima eccezione, producono tutti esattamente gli stessi tipi di birra, e io ancora non riesco assolutamente a osservare le differenze tra i vari produttori. Nell'appendice di questo libro che ho finito di leggere un mesetto fa, l'autore bostoniano descrive il successo locale dei piccoli produttori in Germania (in cui nessun grosso marchio capace di esportare riesce a imporsi sugli altri) come un'inefficienza del sistema di produzione tedesco rispetto a quello americano, utilizzando come dimostrazione i dati sui litri prodotti ogni anno dai due paesi. A me invece questo fatto sembra molto bello, e il suo parere mi ha fatto reso ulteriormente antipatico un libro da cui ho imparato tante cose ma che ho ha mal sopportato dalla prima all'ultima pagina.

Su moltissimi portoni delle case si vedono scritti col gesso delle cifre e delle lettere che per disattenzione non avevo nemmeno notato fossero sempre le stesse. Grazie alla domanda di Giuliapilli sul loro significato e mi sono documentato e a quanto pare è un'usanza religiosa, che non penso nemmeno sia solo bavarese o tedesca. La scritta è sempre all'incirca 20*C+M+B+15, e viene tracciata il giorno dell'Epifania. I numeri indicano l'anno, mentre le lettere sono allo stesso tempo le iniziali dei nomi dei Re Magi e acronimo della frase "Christus mansionem benedictat". Un'eccezione è data dal portone di casa mia, che evidentemente non viene benedetta da un po' più di tempo.





















Questa settimana ho firmato il contratto con l'università, che rispetto alla semplice borsa di studio che ho avuto fino ad ora è burocraticamente molto più complicato. Ho dovuto giurare fedeltà (in tedesco) alla costituzione dello Stato Libero di Baviera. Una cosa divertente è che fedeltà si dice Treue ("troie") così creando un contrasto molto apprezzabile, come notato dal mia collega italiano. C'era anche una parte religiosa ma è stata cancellata perché mi sono dichiarato non credente. Tra l'altro, adesso che ho uno stipendio, devo al più presto passare in municipio per assicurarmi di non essere registrato come cattolico, altrimenti sono 80 euro al mese che vengono tolti e consegnati alla diocesi locale. E a quanto pare sono fortunato, perché in generale non basta nemmeno dichiararsi non credente: se fossi battezzato, per evitare di pagare la quota dovrei nasconderlo o sbattezzarmi (vengono in mente dei versi dei Prophilax adatti alla situazione).

Piuttosto che l'eclissi equinoziale o il più prosaico cambio dell'ora, a farmi decretare la fine dell'inverno è stato il mio smarrimento del terzetto composto da cappello, guanti e scaldacollo. Che poi li abbia ritrovati il giorno dopo e che ci sia stato un ritorno di freddo non mi è importato. Nel complesso comunque il clima dell'inverno mi è piaciuto molto, adesso sta piovendo e penso che sia più o meno la terza volta che succeda in quasi tre mesi. Il sole non c'è tutti i giorni, ma quando succede è molto bello e non scompare dopo cinque minuti.

Domani incontro il mio relatore dopo mesi, e non è che abbia tantissimo da comunicargli. Martedì sera torno a Roma e ci resto quasi due settimane. A presto per chi ci sarà e complimenti a chi si è laureato! Per farmi perdonare dell'assenza, offrirò a tutti un bicchiere di succo di crauti.